• Per la manovra è il giorno della fiducia


    Il voto è previsto nel pomeriggio: il decreto sarà approvato in via definitiva entro domani. Napolitano: "l’obiettivo della riduzione del debito pubblico non si esaurisce in una manovra pur pesante come quella attuale".


    La crisi economica internazionale impone sacrifici e la rinuncia ad “aspettative” e “abitudini” radicate nel tempo. Nel giorno in cui il Governo chiede la fiducia sulla manovra economica, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avverte: i tempi sono ancora duri e saranno necessari altri sforzi perché “l’obiettivo della riduzione del debito pubblico non si esaurisce in una manovra pur pesante come quella attuale”.
    I tagli, però, non devono essere indistinti e non possono mettere a rischio “funzioni e strutture portanti dello Stato nazionale”. Come quelle che fanno capo al comparto dei diplomatici che hanno incrociato le braccia contro le sforbiciate al loro settore previste nella manovra. Proprio di fronte a loro il capo dello Stato ha sottolineato che “la professione diplomatica non è una qualsiasi variante dell’impiego pubblico”. E va dunque salvaguardata.
    Oggi pomeriggio, intanto, verrà votata la fiducia e il decreto sarà approvato in via definitiva entro domani con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che si è riservato di utilizzare anche la 'tagliola' qualora l’illustrazione degli ordini del giorno delle opposizioni, che stanno intervenendo a raffica in Aula, sfori i tempi previsti.